Cosa facciamo

Cosa Facciamo? Continuiamo a confondere quel che facciamo davvero con quello che invece vorremmo fare, se solo potessimo farlo fino in fondo. Però ci stiamo lavorando…
Raccontiamo dei fiumi mettendo noi stessi al centro della narrazione. Cerchiamo l’azione perché siamo stufi che a decidere di come gestire le vie d’acqua siano sempre persone poco sensibili alla gente e all’ambiente ma molto interessate al proprio tornaconto.
Sappiamo sognare sulle carte geografiche, ipotizzare un modo migliore di viaggiare lentamente sull’acqua.
Vogliamo partire da Venezia e arrivare a Locarno senza scendere dal nostro battello.
Vogliamo attraccare in pieno centro a Vicenza, a Padova, a Cremona, a Mantova, a Ferrara, a Piacenza, a Milano e a Torino.
Vogliamo anche attracchi attrezzati lungo le sponde, parchi adeguati e oasi naturalistiche.
Vogliamo la realizzazione di veri porti fluviali connessi con la viabilità stradale e ferroviaria.
Vogliamo che le merci più ingombranti e quelle pericolose per l’ambiente viaggino in piena sicurezza sull’acqua, togliendo dalle strade migliaia di camion e di altrettanti pericoli.
Vogliamo un sistema di chiuse che garantiscano una buona navigazione sui canali e un sistema organico di progettazione che consenta la percorrenza in corrente libera anche a navi di grandi dimensioni come accade in altri paesi europei.
Vogliamo che gli abitanti del Bacino del Po smettano di avere paura dell’acqua che scorre vicino alle loro case e riprendano la loro lunga storia di affezione per i loro fiumi.
Vogliamo sponde sicure, attracchi sorvegliati, un servizio efficiente di polizia fluviale e di guardie ambientali.
Vogliamo che il Po e i suoi maggiori affluenti tornino ad essere una risorsa e non soltanto una minaccia per la popolazione.
Finché questo non sarà possibile non saremo contenti e continueremo a pressare da vicino amministrazioni locali sorde e distratte, distretti produttivi inquinanti e distruttivi, progetti energetici che non fanno gli interessi degli abitanti dei territori.
Cerchiamo la complicità di altra gente fatta più o meno come noi, la solidarietà di ampi settori dell’informazione e della comunicazione, l’approvazione dei navigatori fluviali di ogni tipo e di ogni età.
Vogliamo vivere i fiumi del Bacino del Po, controllarne gli affluenti, verificarne la salubrità, riprogettarne una dimensione accettabile, gestirne la salute e goderne la bellezza.
Non è un obiettivo da poco. Ma perché dovremmo accontentarci di meno a fronte della dimensione del nostro desiderio?

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2 Responses to Cosa facciamo

  1. Gilberto says:

    Ciao Andrea,
    oggi ho letto questa pagina. Ha ragione in tutte le parole.

  2. Alex Zambon says:

    Ciao a tutti,
    il nostro gruppo di canoisti che fa parte degli Amici del Fiume di Torino ha disceso per la seconda l’intero fiume qualche giorno fa. Stiamo, con i nostri pochi mezzi propugnando l’idea di rivivere le sponde di un fiume da un punto di vista sicuramente sportivo (canoa, bici, roller dove c’è asfalto, corsa, camminata) ma non solo. In questa edizione che univa la discesa in canoa con quela in bici lungo le tracce ipotetiche di Vento, siamo riusciti su alcune tappe a fa r organizzare al nostro arrivo serate culturali, letterarie e di recupero delle tradizioni. L’esperimento è bello e speriamo magari che nella prox edizione si arricchisca della vs presenza e consulenza. La nostra idea ed alcuni sindaci ci stanno seguendo in questo è quella di creare dei posti tappa lungo il fiume a basso costo, a mo’ di rifugio di montagna. Dietro piccolo compenso e previa prenotazione attraverso adeguato portale, uno organizza la sua discesa, prenota pernottamento e visite culturali tramite il concetto del just in time (arrivo alle 18, il museo è chiuso, me lo riapre una guida culturale certificata che così magari ci campa). Vorremmo creare un indotto lavorativo, e nel contempo attrarre turismo lento dall’Italia ma anche da paesi del Nord Europa. Secondo noi, se ben organizzati, accorrerebbero a frotte ad affrontare l’unico lungo fiume ancora a corrente libera d’Europa. Se interessati e per eventuali sinergie, sentiamoci. Un saluto. Alex Zambon, 347 0365792, email: alex.zambon@virgilio.it, Facebook: Alessandro Zambon, Facebook 2: Da Torino al Delta 2014

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